Ancora fiamme al Cep: incendio in un alloggio di edilizia residenziale pubblica, una 60enne finisce in pronto soccorso

Serata di paura in via Due Dicembre: brucia un appartamento al civico 73, interno 9. Sul posto carabinieri e vigili del fuoco. Una donna di 60 anni soccorsa dalla Misericordia Ponente e accompagnata in ospedale per accertamenti

Ancora un incendio al Cep, ancora una serata che si trasforma in emergenza nel giro di pochi minuti. Le fiamme sono divampate in un appartamento di edilizia residenziale pubblica al civico 73 di via Due Dicembre, interno 9. L’allarme è scattato in serata e sul posto sono intervenuti carabinieri e vigili del fuoco, impegnati nelle operazioni di controllo e messa in sicurezza.

Secondo le prime informazioni, una donna di sessant’anni è stata soccorsa dall’ambulanza della Misericordia Ponente e trasportata al pronto soccorso per accertamenti. Al momento non vengono segnalate altre persone ferite, ma l’episodio riaccende i riflettori su un contesto che, da tempo, viene descritto come fragile e problematico.
Un copione che si ripete
Nel palazzo interessato, viene riferito che diversi appartamenti risultano sfitti, abbandonati o occupati, una situazione che negli anni avrebbe contribuito a creare condizioni di rischio, soprattutto nei mesi freddi. Non è la prima volta, infatti, che in zone con alloggi in condizioni precarie o senza servizi adeguati si registrino incendi legati a sistemi improvvisati per scaldarsi: piccoli bracieri, stufette non idonee, collegamenti elettrici di fortuna o fiamme libere usate in ambienti non sicuri.
Chi vive in zona parla di una “fotocopia” di altri episodi già visti: fumo, sirene, paura e corse sulle scale. Anche questa volta, l’intervento dei vigili del fuoco è stato determinante per gestire la situazione e impedire che il rogo potesse estendersi.
Soccorsi e controlli: cosa è successo sul posto
L’intervento è stato immediato: i vigili del fuoco hanno raggiunto l’alloggio, operando per contenere l’incendio e verificare eventuali criticità strutturali o residui di fumo pericolosi. In parallelo, i carabinieri hanno presidiato l’area e avviato le verifiche di rito per ricostruire l’accaduto e accertare le cause dell’incendio.
La donna soccorsa dalla Misericordia Ponente è stata accompagnata in ospedale per controlli: in casi del genere, anche quando non ci sono ustioni evidenti, l’inalazione di fumo o lo shock possono rendere necessari esami e monitoraggio.
Il nodo sicurezza: alloggi vuoti, degrado e rischio incendi
L’episodio di stasera riporta al centro una questione che molti residenti considerano urgente: edifici con appartamenti sfitti o in stato di abbandono tendono a diventare più vulnerabili, sia per l’usura che per l’assenza di una gestione continua. E quando in un contesto simile si sommano fragilità sociali e condizioni abitative precarie, il rischio di incidenti aumenta, soprattutto se si ricorre a soluzioni di fortuna per cucinare o scaldarsi.
In serata, dopo lo spegnimento e la messa in sicurezza, saranno determinanti gli accertamenti per capire l’origine del rogo e se l’alloggio e le aree comuni possano essere considerati sicuri.
Quel che è certo è che, al Cep, la domanda resta sempre la stessa: quante volte ancora dovrà ripetersi lo stesso copione prima di arrivare a una risposta strutturale, capace di ridurre davvero il rischio e riportare tranquillità a chi vive nel palazzo e nel quartiere.
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